Racconto di un viaggio indimenticabile nel Paese del sorriso (Thailandia parte 2)

Sono arrivato da poco, ma sento già di dover fare qualcosa per cambiare la direzione del viaggio. E’ a questo che penso mentre inizio a parlarle. Iniziamo a parlare delle solite cose,di quelle che si dicono i viaggiatori quando s’incontrano insomma. Lei è Irina e viene da Monaco di Baviera, la storia è molto semplice : l’anno scorso ha finito le scuole superiori in Germania e da lì ha iniziato a viaggiare. L’anno dopo si sarebbe trovata in Thailandia per un viaggio in solitaria dove avrebbe proseguito con Laos e Cambogia, io l’ho incontrata al primo step. Nel frattempo il cielo si è illuminato di una luce splendida e le minacciose nuvole grigio scuro sono soltanto un vecchio ricordo. Mi dice che è arrivata da poco a Bangkok e la contraddittoria capitale non l’ha colpita particolarmente a primo impatto, a quanto pare non lascia scampo a nessuno. Per quel motivo ha deciso di andare a Koh Tao- una delle migliori isole al mondo- con un po’ d’anticipo, parte stasera. Si trova a mio agio con me, lo percepisco dai suoi occhi e dagli atteggiamenti. La stessa cosa vale per me. Parliamo ancora un po’ e poi la saluto dicendole che saremmo partiti insieme se avessi trovato un posto sulla barca. Mi metto alla ricerca di un posto ed alla fine lo trovo. “Ultimi due posti disponibili,siete fortunati” mi dice la ragazza seduta su una sedia dietro una specie di scrivania messa lì per strada con una scritta Lomprayah, che simboleggia il nome della compagnia che effettua questi viaggi. Le rispondo che me ne basta uno dato che sono da solo, mi osserva con uno sguardo dubbioso e sorpreso e mi consegna il biglietto. Sono dentro. Poche ore dopo mi avvio in un punto non molto distante dall’agenzia per fare il controllo bagagli, da lì prenderò il pullman notturno che mi porterà al porto di Chumpon dove finalmente prenderò il traghetto per arrivare all’isola delle tartarughe. Poco dopo mi raggiunge Irina ed insieme attendiamo i nostri badge per passare i controlli.
D’improvviso un ragazzo sui trenta anni mi si avvicina chiedendomi se è qui che si fanno i controlli per il bus notturno, io rispondo positivamente. Probabilmente nel parlare nota il mio accento non esattamente londinese e mi chiede da dove vengo. Mi stupisco un po’ perché dall’inizio del viaggio nessuno si era mai accorto di nulla, gli dico che sono napoletano e lui mi risponde dicendomi che è romano. Adesso è tutto chiaro. Gabriele vive da quindici anni in Francia ed è li con la sua ragazza parigina, ma ci tiene a precisare che rimane pur sempre romano. Andando avanti la fila scorre e noi facciamo i nostri controlli, ma prima di allontanarci sento una ragazzo in lontananza salutarmi in Napoletano. Nessuno che conosco, solamente uno che mi ha sentito parlare in italiano, e quindi che ha capito subito le mie radici inoccultabili. Lui è Rino, ovviamente Napoletano ma trapiantato da qualche anno a Milano, è lì con la sua ragazza in vacanza. Il gruppo è fatto, penso a tutte le coincidenze che mi hanno portato a questa piacevole situazione. Il morale è alto. Io e Irina aspettiamo che tutti ricevano il proprio badge per recarci nei pressi della piazza dove partirà il pullman. Poco dopo arriviamo lì ed aspettiamo il nostro turno. La capacità organizzativa della compagnia rimane ancora un mistero per me, perché pur essendo tutti “insieme”, una volta giunto il nostro turno, ci vengono dati braccialetti per accedere al bus di diverso colore, il che significa bus diversi. La morale della storia è che Rino e la ragazza partono prima, e noi rimaniamo a terra. Passa una mezz’ora abbondante e finalmente saliamo sul nostro mezzo con l’aria condizionata – di cui avrei fatto volentieri a meno- sparata a temperature inverosimili neanche ci fossero pinguini da salvare a bordo. Il risultato è che io ottengo una parziale paralisi al collo e che tutti gli altri rischiano una bronchite. Mica male! Partiamo circa alle ventuno e ci aspettiamo di arrivare entro le sei del mattino al porto di Chumpon. Non ci sono bagni a bordo, soltanto una fermata nel mezzo. Alle due e mezza di notte. Non riesco a riposare. La stanchezza e i dolori provocati dal viaggio, però, scompaiono del tutto quando arriviamo a destinazione. Arriviamo esattamente all’alba, il cielo si colora di un leggero arancione che si stempera nella maestosità delle palme che ricoprono l’isolotto. Decido di togliere scarpe e calzini per fare una camminata sulla favolosa spiaggia in attesa del nostro piccolo traghetto per Koh Tao. Non mi aspettavo tanta meraviglia già qui, in un posto “qualunque” della costa orientale della Thailandia. Quando ritorno al molo ritrovo tutti gli “amici di Bangkok” riuniti, siamo pronti per l’ultimo passo. Il cielo si copre un po’ nascondendo il suo lato migliore, attraverso i finestrini del ferryboat appare come un triste grigio invernale. Decidiamo di uscire e passiamo il resto del viaggio a poppa. Dall’esterno tutto ritorna ai suoi colori naturali. Decisamente meglio. Intanto scambiamo qualche chiacchiera con alcuni ragazzi del personale di bordo che mangiano la propria porzione di noodles. Come in sincronia perfetta, attracchiamo appena finiscono la colazione. Sono arrivato a Koh Tao. Ce l’ho fatta!
(fine parte 2)

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Con questo post confermi di avere una straordinaria abilità narrativa. Sono convinto che la Thailandia sia una meraviglia, ma i tuoi post non sono certo da meno. 🙂

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    1. inviaggioconraf ha detto:

      Grazie mille, davvero! Mi fa molto piacere che apprezzi i miei racconti, e si, la Thailandia è davvero meravigliosa!

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      1. wwayne ha detto:

        Colgo l’occasione per consigliarti questo film: https://wwayne.wordpress.com/2014/05/09/agire-secondo-giustizia/. Mi ha fatto spanciare dalle risate! 🙂 Grazie a te per la risposta! 🙂

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